13 Giugno

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Anno B


L’evangelista Marco ci presenta le parabole del seme e del granello di senape per farci comprendere lo sviluppo inaspettato del Regno di Dio che Gesù annuncia tra difficoltà, ostacoli e rifiuto.


L’INIZIATIVA PARTE DA DIO. NOI SIAMO COLLABORATORI



IL ramoscello tagliato dalla cima del cedro e trapiantato su un alto monte per diventare un albero maestoso (I Lettura) simboleggia il popolo d’Israele decimato nei suoi vertici deportati in esilio, ma che non viene abbandonato. In prospettiva può anche simboleggiare il popolo cristiano riunito all’ombra dell’albero della croce di Cristo, verso cui guarda, ancora nebulosamente, il profeta Ezechiele per tenere desta la speranza del popolo perché resti fedele a Dio anche nella prova.
La parabola del granellino di senape (Vangelo) che diventa un grande arbusto, ci insegna che anche noi, se vogliamo che il seme della Parola di Dio ci cresca dentro, dobbiamo lasciarci maturare dalla sua forza più che dalla nostra bravura, ben sapendo che è sempre Dio a prendere l’iniziativa: è lui che decide dove e quando tagliare, piantare, seminare e far crescere. Noi possiamo liberamente collaborare accogliendo il seme della sua parola di salvezza e permettere che cresca nel nostro cuore. Solo così gli uccelli, cioè il nostro prossimo, vi troveranno accoglienza e solidale riparo.

Vito Di Luca, ssp


Vangelo  Mc 4, 26-34
È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell'orto.

Dal vangelo secondo Marco.
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme ger­moglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene semi­nato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.   

LITURGIA DELLA PAROLA

 

 

Prima Lettura  Ez 17, 22-24
Io innalzo l'albero basso.

Dal libro del profeta Ezechiele

Così dice il Signore Dio: «Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro, dalle punte dei suoi rami lo coglierò e lo pianterò sopra un monte alto, imponente; lo pianterò sul monte alto d’Israele.

Metterà rami e farà frutti e diventerà un cedro magnifico. Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno, ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà.
Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore, che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso, faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco. Io, il Signore, ho parlato e lo farò». 



Salmo Responsoriale   Dal Salmo 91/92
È bello rendere grazie al Signore.
 

È bello rendere grazie al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,

annunciare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte.

I1 giusto fiorirà come palma,

crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti,

saranno verdi e rigogliosi,
per annunciare quanto è retto il Signore,

mia roccia: in lui non c’è malvagità. 


 
Seconda Lettura   2 Cor 5, 6-10
Sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere graditi al Signore.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo - camminiamo infatti nella fede e non nella visione - siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.
Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.



Canto al Vangelo   
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna
Alleluia.


 

Prossime attivitá



Domenica 13 Giugno                                  

celebrazione della Santa Messa  alle ore 17.45 nella chiesa

Maria Königin