19 Settembre

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Anno B


Come ai discepoli, così anche a noi Gesù insegna a pensare e ad agire secondo la logica del servizio e della croce. Mentre ci attardiamo a discutere su chi fra noi deve essere il più grande, Gesù ci esorta a conformare i nostri comportamenti secondo i modelli del “servo” e del “bambino”.


SE UNO VUOLE ESSERE IL PRIMO, SIA L’ULTIMO E IL SERVO DI TUTTI


L’EVANGELISTA san Marco ci presenta il secondo annuncio della passione che il Maestro dà ai suoi discepoli. Egli sta per essere consegnato nelle mani degli uomini che lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà. È il giusto perseguitato che si abbandona fra le braccia del Padre, il quale lo ascolta, viene in suo aiuto e lo libera dai suoi avversari (I Lettura). Chi segue Gesù, è chiamato a condividere il suo stile di vita all’insegna dell’umile servizio, diventando servitore di tutti senza pretese, accogliendolo nella persona dei suoi fratelli più piccoli, rinunciando ad essere considerato il primo della classe, il migliore e il più grande nel mondo.
Il Signore che in questa celebrazione eucaristica ci abbraccia e si mette al nostro servizio lavandoci i piedi come fece nell’ultima cena con i suoi discepoli, ci dia la forza del suo Santo Spirito per vincere le passioni che fanno guerra dentro il nostro cuore (II Lettura), e ci conformi a lui, mite ed umile di cuore, abilitandoci a donare la nostra vita per amore del Padre e dei fratelli, abbracciando la nostra croce quotidiana con la tenerezza di un bambino.

Francesco Dell’Orco

Vangelo   Mc 9, 30-37
Il Figlio dell'uomo viene consegnato... Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.

Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnào. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura   Sap 2, 12.17-20
Condanniamo il giusto a una morte infamante.

Dal libro della Sapienza
[Dissero gli empi:]
«Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d'incomodo
e si oppone alle nostre azioni;
ci rimprovera le colpe contro la legge
e ci rinfaccia le trasgressioni contro l'educazione ricevuta.
Vediamo se le sue parole sono vere,
consideriamo ciò che gli accadrà alla fine.
Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto
e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti,
per conoscere la sua mitezza
e saggiare il suo spirito di sopportazione.
Condanniamolo a una morte infamante,
perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà».


Salmo Responsoriale    Dal Salmo 53
Il Signore sostiene la mia vita.

Dio, per il tuo nome salvami,
per la tua potenza rendimi giustizia.
Dio, ascolta la mia preghiera,
porgi l'orecchio alle parole della mia bocca.

Poiché stranieri contro di me sono insorti
e prepotenti insidiano la mia vita;
non pongono Dio davanti ai loro occhi.

Ecco, Dio è il mio aiuto,
il Signore sostiene la mia vita.
Ti offrirò un sacrificio spontaneo,
loderò il tuo nome, Signore, perché è buono.


Seconda Lettura   Gc 3,16-4,3
Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Fratelli miei, dove c'è gelosia e spirito di contesa, c'è disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall'alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.

Da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per soddisfare cioè le vostre passioni.

Canto al Vangelo   Cfr 2Ts 2,14
Alleluia, alleluia.
Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo,
per entrare in possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.

Alleluia.

Prossime attivitá


Domenica 19 Settembre 

Santa Messa

alle ore 17.45 nella Chiesa Maria Königin