16 Giugno

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Anno B




 



Informazioni


Sabato 15 Giugno:

Incontro del gruppo di preghiera alle ore 19.30 nella sala parrocchiale della Maria Königin.

Dopo la preghiera ci sará l'agape

                                                                                 

        

Ministri Straordinari

Maggio - Giugno

 


Cristo Gesù, 'Regno' di verità e di grazia


Gesù nel Vangelo ci presenta un terreno fecondo quale luogo della rivelazione del Regno. Un piccolo seme può essere segno della pienezza del dono di Dio, in cui la potenza di salvezza è strettamente connessa alla sua umiltà. È nella piccolezza, infatti, che si sviluppa «la salvatrice potestà» del Signore che fa fiorire il giusto (Salmo responsoriale). Colui che è l’ “Immenso” nella sua natura divina si è fatto minuscolo nella natura di servo, corroborando la fede del battezzato che, pur vivendo nell’esilio, sa di «abitare presso il Signore» (II Lettura). Senza l’umiltà, il cristiano è sterile, la sua fede inoperosa; dalla sua superbia nascono discordie. Ma Dio umilia «l’albero alto» e innalza «l’albero basso» (I Lettura) e, nel suo Regno, produce insperati frutti. Egli, infatti, sempre risponde alle aspirazioni dell’uomo, ma infinitamente le supera. Il regno di Dio è Gesù stesso, il quale incrocia il cammino dei cercatori della verità: «Chiunque trova lui, ha la vita eterna» (Canto al Vangelo). Gesù è il Cristo, l’unico Salvatore, la sola speranza di quanti provano il dolore per la lontananza da Dio. La sua parola viva ed eterna risana i cuori, suscita gioia e pace.

don Michele G. D’Agostino, ssp


         Vangelo  Mc 4, 26-34
È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell'orto.

Dal vangelo secondo Marco.
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme ger­moglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene semi­nato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.   


LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  Ez 17, 22-24
Io innalzo l'albero basso.

Dal libro del profeta Ezechiele

Così dice il Signore Dio: «Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro, dalle punte dei suoi rami lo coglierò e lo pianterò sopra un monte alto, imponente; lo pianterò sul monte alto d’Israele.

Metterà rami e farà frutti e diventerà un cedro magnifico. Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno, ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà.
Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore, che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso, faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco. Io, il Signore, ho parlato e lo farò». 

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 91/92
È bello rendere grazie al Signore.
 

È bello rendere grazie al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,

annunciare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte.

I1 giusto fiorirà come palma,

crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti,

saranno verdi e rigogliosi,
per annunciare quanto è retto il Signore,

mia roccia: in lui non c’è malvagità. 
 
Seconda Lettura   2 Cor 5, 6-10
Sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere graditi al Signore.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo - camminiamo infatti nella fede e non nella visione - siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.
Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.


Canto al Vangelo   
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna
Alleluia.