11 Ottobre

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)





TUTTO È PRONTO, E NOI LO SIAMO?



Dio ci promette, attraverso la parola del profeta Isaia (I Lettura), di preparare per tutti i popoli un banchetto di grasse vivande, di vini eccellenti, di cibi succulenti. Dovremmo tutti nutrire un'attesa spasmodica per la realizzazione di una promessa così consolante. Eppure, accade che, quando finalmente il giorno giunge e la promessa si compie, non sappiamo accogliere prontamente l'invito alle nozze. Le nostre preoccupazioni e i nostri affari ci distraggono, ciò che noi pensiamo di dover realizzare con il nostro impegno diventa più importante e necessario di ciò che Dio fa per noi. «Tutto è pronto», ci annuncia Gesù narrando una parabola, siamo noi a non essere pronti ad accogliere il suo invito. Dio non si arrende e finalmente la sua festa si riempie di commensali, «cattivi e buoni», precisa la parabola. C'è tuttavia qualcuno che si presenta senza l'abito nuziale. Non è un simbolo di una indegna condotta morale, dato che cattivi e buoni sono invitati alla festa, ma è forse il segno della nostra pretesa di cucirci questo abito da soli, con le nostre mani, anziché accoglierlo dalla grazia di Dio, poiché tutto noi possiamo - scrive Paolo (II Lettura) - ma solo in colui che ci dà la forza!

         Vangelo Mt 22,1-14
Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Parola del Signore.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura Is 25,6-10
Il Signore preparerà un banchetto, e asciugherà le lacrime su ogni volto.


Dal libro del profeta Isaìa
Preparerà il Signore degli eserciti
per tutti i popoli, su questo monte,
un banchetto di grasse vivande,
un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre distesa su tutte le nazioni.
Eliminerà la morte per sempre.
Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto,
l’ignominia del suo popolo
farà scomparire da tutta la terra,
poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,
poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».

Parola di Dio


Salmo responsoriale Sal 22

Abiterò per sempre nella casa del Signore.


Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.


Seconda lettura Fil 4,12-14.19-20
Tutto posso in colui che mi dà forza.


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.
Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.
Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Parola di Dio


Canto al Vangelo Ef 1,17-18

Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
Alleluia.


 

Informazioni



Domenica 11 ottobre                       

Alle ore 17.45. Santa Messa