11 Aprile

II DOMENICA DI PASQUA
"della Divina Misericordia"


L’incontro del Risorto con Tommaso avviene la domenica, “giorno del Signore”, quando la prima comunità cristiana si riuniva per far memoria della Risurrezione di Cristo; sia da parte nostra motivo di rinvigorire questo giorno consacrato. - Oggi si celebra la Domenica della Divina Misericordia.


DALLA PASQUA NASCE UN POPOLO NUOVO



IL racconto dell’apparizione a Tommaso risente della modalità letteraria di Giovanni: usare un personaggio “collettivo” per presentare un gruppo di persone; Tommaso è in realtà la personificazione del dubbio dei discepoli sulla risurrezione di Cristo. La sua caratteristica primaria è di essere l’assente: non c’è quando il Risorto appare ai Dodici, e così dubita. Chi è lontano dalla Chiesa, dalla comunità dei credenti, è preda del dubbio. Per questo il Signore non appare privatamente al discepolo incredulo, ma solo nella comunità, in una riunione domenicale, per confermarlo nella fede. Questa non è mai un fatto personale, ma sempre ecclesiale: è nella Chiesa che si possono trovare i segni del Risorto.
La proclamazione di Tommaso è la più alta attestazione di fede di tutto il Nuovo Testamento: «Mio Signore, mio Dio!». Potremmo tradurla così: «Eppure è proprio Gesù ed è Dio!». La gioia di credere esplode nel cuore del discepolo che si lascia incontrare da Cristo e sa vivere la fraternità «un cuore solo e un’anima sola» (I Lettura). La seconda letturaafferma che chi crede in Cristo è nato da Dio: nella fede viviamo la gioia di essere fratelli di Cristo e figli di Dio.

Elide Siviero


Vangelo  Gv 20, 19-31
Otto giorni dopo, venne Gesù.

Dal vangelo secondo Giovanni 
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. 


LITURGIA DELLA PAROLA

Prossime attivitá



Domenica 11 Aprile                                  

Santa Messa  alle ore 17.45 nella chiesa

Maria Königin






 

 

Prima Lettura  At 4, 32-35 
Un cuore solo e un'anima sola.

Dagli Atti degli Apostoli 
La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.
Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.



Salmo Responsoriale  Dal Salmo 117
Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!



Seconda Lettura  1 Gv 5, 1-6
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 
Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.


Canto al Vangelo  Gv 20,29 
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
Alleluia.